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Published on novembre 11th, 2011 | by Administrator

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Italia-programmi.net e solleciti di pagamento, cosa fare? Il caso alla luce del provvedimento dell’Antitrust

Italia-programmi.net: truffa, pratica commerciale scorretta o lecita?Il sito “italia-programmi.net” ha suscitato notevoli proteste da parte di molti utenti che hanno scaricato file da esso, hanno ricevuto dei solleciti di pagamento e ritengono di essere vittime incolpevoli di una truffa. Cosa fare? In questo articolo presenteremo il caso, approfondiremo la decisione di sospensiva dell’Antitrust e vedremo cosa fare in caso di registrazione già avvenuta al sito “italia-programmi.net” e di eventuale ricezione di diffide ad adempiere e/o solleciti di pagamento.


1. Italia-programmi.net: il caso

Presentiamo il caso sulla base di quanto riportato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM o Antitrust) nel provvedimento del 25 agosto 2011. Volendo, potete “saltare” l’analisi del caso Italia-programmi.net e andare direttamente alla sezione dedicata a “cosa fare”.

L’AGCM riporta di aver ricevuto, nel mese di giugno 2011, numerose segnalazioni da parte di consumatori e loro associazioni, in merito alla condotta di “Estesa Limited” (società con sede nella Repubblica delle Seychelles), consistente nell’indurre i consumatori a sottoscrivere, a loro insaputa, un abbonamento biennale, per un importo di 96 euro all’anno da corrispondere in via anticipata a fronte di richieste, da parte degli stessi consumatori, di programmi e applicazioni di largo uso per personal computer da scaricare gratuitamente dalla rete.

1.1 In dettaglio: la procedura di registrazione su Italia-programmi.net

Secondo le denunce ricevute, molti utente sono giunti sul sito “italia-programmi.net” dopo aver cercato su Google il nome di un determinato software accompagnato dalla parola “gratis”, “gratuito” o “free” e aver selezionato il link ivi apparso che portava al sito “italia-programmi.net”. Una volta giunto su tale sito, ciascun utente, al fine di poter scaricare il software oggetto della precedente ricerca, doveva registrarsi compilando un form. Giova precisare che molti consumatori hanno denunciato di aver ritenuto di scaricare gratuitamente software; il fatto che il servizio fosse a pagamento veniva indicato da un testo, posto sul lato destro dello schermo, presentante caratteri di piccole dimensioni con colorazione grigia su sfondo bianco; di ciò veniva data menzione anche nelle Condizioni Generali di Vendita, indicate con il solo acronimo CGV e accettate mediante la selezione di una check box da ciascun consumatore che si registrava. Nessun pagamento viene tuttora richiesto online al momento della sottoscrizione.

1.2 In dettaglio: il post-registrazione su Italia-programmi.net

Riempito il form, i consumatori si sarebbero trovati ad aver inconsapevolmente sottoscritto un contratto con la società Estesa Limited, la quale, dopo la decorrenza del termine per il recesso senza che il consumatore avesse ricevuto alcuna conferma del perfezionamento del contratto stesso, avrebbe inviato all’indirizzo indicato in sede di registrazione un sollecito di pagamento per l’importo di 96 euro, da corrispondere mediante bonifico bancario. Questo il testo dell’email di sollecito: “Il mancato rispetto del termine indicato nel presente avviso di pagamento comporta, come da D.lgs. 231/2002, l’obbligo al pagamento di interessi moratori. Rientrano in questi ultimi in particolare le ulteriori spese per azioni legali (per esempio altri solleciti, il ricorso ad uno studio legale per la riscossione o l’avvio di una procedura giuridica)”.

1.3 Le proteste dei consumatori

Alcuni consumatori hanno poi precisato di aver segnalato all’indirizzo e-mail support@italia-programmi.net di voler denunciare la condotta all’AGCM, ricevendo poi una risposta a firma del “Team di Italia-Programmi” in cui, nell’invitare all’adempimento contrattuale, la società così scriveva: “Gentile Cliente, l’apertura di un’istruttoria da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei nostri confronti, non comporta la nullità del contratto di abbonamento biennale che lei ha sottoscritto. I nostri legali stanno fornendo tutta la documentazione richiesta dal Garante, e siamo certi che lo stesso accerterà che il nostro sito web adempie in modo esemplare agli obblighi legali di informazione, superando di molto i requisiti minimi di legge. Le ricordiamo, infine, che in caso di ulteriore ritardo nel pagamento saremo costretti ad incaricare il nostro studio legale per il recupero del suo credito tramite azione giudiziale e le ingenti spese derivanti da questa azione legale saranno totalmente a suo carico!”

Alcuni consumatori, infine, hanno denunciato all’Antitrust di aver ricevuto i solleciti di pagamento nonostante avessero manifestato entro dieci giorni (in alcuni casi lavorativi) la volontà di recedere dal contratto.

2. La posizione dell’Antitrust sul caso Italia-programmi

Il 25 agosto 2011, con comunicazione di avvio del procedimento, contestuale richiesta di informazioni e sospensione provvisoria, l’Antitrust “ha intimato alla società Estesa Limited di sospendere ogni attività diretta a pubblicizzare su Google Adwords o su altri strumenti di pubblicità online, in via diretta o indirettamente tramite siti ponte, la fruizione gratuita di software scaricabili dal sito www.italia-programmi.net. La società dovrà chiarire sul suo sito che si tratta di un servizio a pagamento e dovrà sospendere ogni attività di sollecito del pagamento del presunto abbonamento annuale nei confronti di quei consumatori che hanno comunicato di non aver mai voluto sottoscrivere un abbonamento, non essendosi neppure resi conto della natura onerosa del servizio offerto”.

Vediamo, in dettaglio, le motivazioni del provvedimento dell’Antitrust, segnalando che l’istruttoria non è ancora conclusa e, dunque, non vi è, sino ad oggi, una pronuncia definitiva.

2.1 La potenziale scorrettezza delle pratiche commerciali

Secondo l’AGCM, nel caso di specie potrebbero ravvisarsi due distinte pratiche commerciali scorrette:

a) ingannevolezza: “i consumatori, attraverso la grafica del sito e le modalità di ricerca con cui arrivano sullo stesso, sarebbero stati indotti a ritenere, contrariamente al vero, che la fruizione dei software avvenga senza spese. Ciò in quanto i soggetti interessati da una ricerca di software gratuiti, arriverebbero ad una pagina del sito (www.italia-progammi.net) nella quale l’indicazione della reale natura del servizio (cioè un abbonamento a titolo oneroso per 24 mesi) sarebbe riportata con evidenza grafica poco percettibile”.

b) aggressività: tali sarebbero “le condotte di Estesa Ltd consistenti nel sollecitare il pagamento dell’abbonamento annuale prefigurando al consumatore ingenti oneri aggiuntivi – anche connesse ad azioni legali – non previamente quantificati, né quantificabili, con il chiaro intento di indurlo ad un tempestivo pagamento della somma richiesta e la condotta di ostacolo all’esercizio del diritto di recesso esercitato nei tempi e nei modi previsti dalle condizioni contrattuali presenti sul sito www.italia-progammi.net, ivi inclusa la diffusione di informazioni non veritiere ai consumatori circa una asserita collaborazione del professionista con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”.

2.2 La sospensione provvisoria della pratica commerciale nei confronti di Estesa Limited

L’Antitrust ha deliberato la sospensione provvisoria della pratica commerciale ritenendo sussistenti sia il fumus boni iuris che il periculum in mora. Più specificatamente, in ordine al:

a) fumus boni iuris: la condotta di Estesa Limited appare prima facie idonea ad indurre in errore i consumatori circa la natura e le caratteristiche (con particolare riferimento all’onerosità) dell’offerta  (i) per le modalità con cui gli stessi sono indirizzati al sito www.italia-progammi.net (ricerca su Google di software “gratis” notoriamente disponibili senza corresponsione di alcun corrispettivo), (ii) per la grafica del predetto sito, (iii) per le modalità di registrazione utilizzate (inserimento dati senza richiesta di alcuna informazione relativa alle forme di pagamento), nonché (iv) in ragione della mancanza di chiarezza delle comunicazioni da parte della società (via e-mail), anche dopo la registrazione (nel testo delle e-mail inviate subito dopo la registrazione – quindi entro il termine per l’eventuale recesso – non appare alcun esplicito riferimento alla natura onerosa del servizio), gli stessi sono indotti a credere che il servizio sia offerto gratuitamente, salvo poi ricevere numerosi e sistematici solleciti di pagamento per un servizio oneroso non richiesto. La condotta appare altresì, prima facie, aggressiva per l’insistenza con cui è richiesto il pagamento del servizio, utilizzando meccanismi di pressione psicologica come la prospettazione di spese per il recupero del credito oltreché per le condotte di ostacolo all’esercizio del diritto di recesso;

b) periculum in mora: “il protrarsi dell’utilizzo da parte di Estesa di modalità di commercializzazione di software sul sito www.italiaprogrammi.net, tali da non mettere i consumatori in grado di comprendere la natura e le caratteristiche del servizio offerto ed, in particolare, la sua onerosità, potrebbe comportare, nelle more del procedimento, la sottoscrizione inconsapevole di servizi a pagamento per un crescente numero di consumatori. Inoltre, nelle more del procedimento, i consumatori si troverebbero esposti, da un lato, a ripetuti ed insistenti solleciti a corrispondere gli importi asseritamente dovuti, dall’altro, alle condotte di ostacolo all’esercizio del diritto di recesso secondo le modalità aggressive sopra descritte”.

3. Italia-programmi: cosa fare?

La domanda forse più comune fra gli utenti che si sono registrati è la seguente: cosa fare? Per fornire un servizio utile ai nostri lettori, abbiamo individuato alcuni casi e preparato delle email di esempio; vi invitiamo a non fare “copia e incolla”, ma solo a trarne ispirazione. Segnalateci pure eventuali ipotesi che non abbiamo preso in considerazione, saranno prese in considerazione per un eventuale aggiornamento dell’articolo.

 

Caso 1: utenti che si sono registrati da meno di dieci giorni

Il consiglio è inviare una email all’indirizzo support@italia-programmi.net con cui si esercita il diritto di recesso. Ecco un esempio di email:

Oggetto: esercizio del diritto di recesso – diffida alla cancellazione dei dati personali

Testo: con la presente email esercito, ad ogni effetto di legge e senza nulla riconoscere, il diritto di recesso in relazione al contratto che asserite di aver concluso con il sottoscritto. Ritengo, comunque, che nessun valido contratto si sia comunque concluso e che nessun abbonamento possa ritenersi sussistente, per le motivazioni già espresse dall’Antitrust (cui mi riporto), e Vi invito e diffido a cancellare qualsiasi dato personale riferito, anche indirettamente, al sottoscritto e a darmene riscontro, ai sensi del d.lgs. 196/03.

 

Caso 2: utenti che si sono registrati da più di dieci giorni, prima del 29 agosto 2011, e hanno ricevuto una o più diffide da parte di Estesa Limited

Il consiglio è inviare una email all’indirizzo support@italia-programmi.net con cui si contestano le pretese di Estesa Limited e si esprime l’intenzione di segnalare la pratica commerciale scorretta e aggressiva all’Antitrust. È opportuno inviare apposita segnalazione all’Antitrust (i cui riferimenti sono indicati di seguito). Ecco il testo di esempio della email:

Oggetto: diffida

Testo: con la presente email Vi invito e diffido a non inviarmi alcuna richiesta di pagamento, poiché nessun valido contratto si è mai concluso con Voi e nessun abbonamento può ritenersi sussistente, per le motivazioni già espresse dall’Antitrust (cui mi riporto), e Vi invito e diffido a cancellare qualsiasi dato personale riferito, anche indirettamente, al sottoscritto, ai sensi del d.lgs. 196/03. Inoltre, provvederò a segnalare la Vs. condotta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato anche per la Vs. palese violazione del provvedimento emanato dalla medesima Autorità il 25 agosto 2011.

 

Caso 3: utenti che si sono registrati da più di dieci giorni, dopo il 29 agosto 2011, e hanno ricevuto una o più diffide da parte di Estesa Limited

Il consiglio è inviare una email all’indirizzo support@italia-programmi.net con cui si contestano le pretese di Estesa Limited e si afferma di segnalare la pratica commerciale scorretta e aggressiva all’Antitrust. Conviene, inoltre, inviare apposita segnalazione all’Antitrust. Ecco il testo di esempio della email:

Oggetto: diffida

Testo: con la presente email Vi invito e diffido a non inviarmi alcuna richiesta di pagamento, poiché nessun valido contratto si è mai concluso con Voi e nessun abbonamento può ritenersi sussistente, per le motivazioni già espresse dall’Antitrust (cui mi riporto), e Vi invito e diffido a cancellare qualsiasi dato personale riferito, anche indirettamente, al sottoscritto, ai sensi del d.lgs. 196/03.

Inoltre, provvederò a segnalare la Vs. condotta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sia per la Vs. palese violazione del provvedimento emanato dalla medesima Autorità il 25 agosto 2011 sia per la pratica commerciale scorretta e aggressiva che ritengo sia stata posta in essere nei miei confronti.

Caso 4: utenti che hanno esercitato il diritto di recesso i quali continuano a ricevere diffide e/o solleciti da parte di Estesa Limited

Potete rispondere segnalando che avete esercitato il diritto di recesso e diffidando Estesa Limited dall’inviare ulteriori comunicazioni. Ovviamente, è opportuno segnalare tale condotta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

 

In ogni caso

Qualora anche voi riteniate che la condotta di Estesa Limited concretizzi una ipotesi di pratica commerciale scorretta e aggressiva, Vi invitiamo a effettuare una segnalazione in tal senso all’Antitrust e a darne menzione nelle eventuali email inviate a tale società. Qui potete trovare i relativi contatti: http://www.agcm.it/consumatore–contact-center/come-segnalare.html.

Ovviamente, non è opportuno pagare, supportati in tal senso anche dal provvedimento dell’Antitrust (e in attesa della sua pronuncia definitiva, che dovrebbe aversi a breve).

Una precisazione

Durante la stesura dell’articolo, come già denunciato da altri utenti, abbiamo visto che mentre in alcuni orari sul sito “italia-programmi.net” appare un chiaro riferimento al fatto che il servizio fosse a pagamento (“Crea il tuo account per soli 8 Euro al mese”), lo stesso avviso sparisce in altri momenti della giornata (sostituito da “Crea il tuo account e scaricare” seguito dal nome del programma di riferimento)! Una simile condotta, di fatto, evidenzia come la pratica commerciale di Estesa Limited possa essere considerata scorretta anche oggi, e ciò appare ancor più grave anche alla luce del provvedimento del 25 agosto 2011 dell’Antitrust. Ci auguriamo, quindi, che a breve tale Authority emani il provvedimento definitivo in modo tale da chiarire definitivamente la questione.

4. Conclusioni provvisorie sul caso “Italia-programmi.net”

In attesa del provvedimento definitivo dell’AGCM, che dovrebbe aversi a breve, è opportuno non pagare, confortati anche dalla forte presa di posizione della stessa Autorità, che così scrive nel suo comunicato stampa del 26 ottobre 2011: “L’Antitrust sta ricevendo quotidianamente centinaia di denunce inviate da consumatori che ricevono solleciti di pagamento da parte della società Estesa Limited per un presunto abbonamento annuale a software scaricabili dal sito www.italia-programmi.net. In proposito, l’Autorità intende fare presente che, con delibera adottata il 25 agosto scorso, in via cautelare, ha intimato alla società Estesa Limited di cessare l’invio dei solleciti di pagamento in quanto, in base alle prime valutazioni, essi appaiono riconducibili ad una condotta commerciale che viola il Codice del Consumo. Si ricorda, pertanto, che tali solleciti sono inviati da Estesa Limited in palese violazione della delibera adottata il 25 agosto 2011. L’Antitrust, che sta concludendo l’istruttoria avviata per pratica commerciale scorretta nei confronti di Estesa Limited, ha anche deciso di inviare alla Polizia Postale, alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza una segnalazione sul fenomeno in atto”.

 

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