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Published on febbraio 18th, 2008 | by Administrator

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Esenzione dalle norme sui brevetti per le banche USA?

bancheNegli Stati Uniti è stata effettuata una singolare proposta: garantire un’immunità alle banche per eventuali violazioni brevettuali. Vediamo perché.

La strana proposta è stata effettuata dal Senatore Jeff Sessions, il quale si è fatto promotore di un disegno di legge finalizzato proprio a garanitere l’immunità agli istituti bancari coinvolti in controversie legali inerenti le violazioni di brevetti, con un potenziale guadagno – per le stesse banche – di miliardi di dollari.

Di tale emendamento non si è discusso molto negli Stati Uniti; esso trova origine in una causa già incardinata in un Tribunale del Texas, ove una società denominata Data Treasury ha adito l’autorità giudiziaria sulla base di presunte violazioni ai suoi brevetti relativi a metodologie per la scansione, l’invio e l’archivio di assegni (il tutto in formato elettronico).

Una eventuale modifica della legislazione avrebbe chiari effetti su tale processo, per cui si concretizzerebbe in una pesante interferenza del legislatore statunitense. Difatti, tale norma non invaliderebbe i brevetti della ditta sopra menzionata, ma impedirebbe ad essa di chiedere risarcimenti per violazioni inerenti gli stessi brevetti – se compiute da istituti bancari.
 

Una simile disposizione appare chiaramente lesiva del principio di uguaglianza e pone una serie di soggetti in una posizione più che invidiabile: tuttavia, il Governo USA pagherebbe un miliardo di dollari alla Data Treasury quale compensazione, a quanto sembra.

La problematica della digitalizzazione degli assegni è particolarmente importante negli Stati Uniti, ove vengono trattati oltre 40 milioni di assegni ogni anno. Successivamente agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 è stata data alle banche la possibilità di effettuare trasferimenti elettronici.

Alcune di esse hanno scelto di utilizzare, a pagamento, le tecnologie della Data Treasury; altri (come Bank of America e Citigroup) sono invece state citate in giudizio. E’ iniziata, quindi, un’azione di lobby che ha portato alla proposta di legge oggetto della nostra attenzione. Chiaramente tali banche esercitano una grossa influenza sul legislatore americano, in virtù del loro potere economico (nonché per le donazioni ai candidati e per gli ingenti fondi investiti proprio in azioni di lobbying).

Un portavoce del Senatore Sessions ha affermato che la legge in discussione è finalizzata a proteggere le banche dalle azioni di chi vuole arricchirsi unicamente sfruttando discutibili brevetti.

Sicuramente il "mondo" dei brevetti è pieno di ingiustizie: molte aziende vivono non di sviluppo, ricerca e commercializzazione, bensì di cause giudiziarie. Le legislazioni, però, dovrebbero essere modificate per venire incontro alle esigenze di tutti, non solo di soggetti importanti e potenti come le banche".

Fonte: Washington Post.


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