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Published on gennaio 28th, 2008 | by Administrator

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La posizione del Quirinale sulle opere dell’ingegno degradate

Presidente della RepubblicaCome ha riportato Punto Informatico, è giunta la risposta del Presidente della Repubblica (anzi, di un suo incaricato) alla richiesta dell’Europarlamente Marco Cappato di attenta valutazione della legittimità costituzionale dell’ultima modifica alla legge sul diritto d’autore.

Della introduzione del comma 1-bis all’art. 70 della legge 633/41 tanto si è detto nei giorni passati e, in breve, esso consente la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.

Questa è la dichiarazione di Marco Cappato sull’appello lanciato al Presidente Napolitano:

"Numerosissimi giuristi informatici, magistrati e riviste specializzate sono concordi nel sostenere che la nuova norma, indipendentemente dalle dichiarate buone intenzioni dei promotori, pone in discussione la stessa libertà di ricerca, imponendo, anche per fini scientifici e didattici, limitazioni irragionevoli che ne rendono impossibile l’effettivo esercizio. Gli elementi di confusione ingenerati dal nuovo testo normativo, peraltro, avrebbero conseguenze non prevedibili sulla stessa amministrazione della giustizia.

Ho chiesto per questo al presidente Napolitano di valutare l’opportunità, prima di addivenire alla promulgazione del disegno di legge, "di far compiere ai suoi uffici tutto quanto necessario al fine di verificare che l’approvazione della legge non turbi il funzionamento l’equilibrio dell’ordinamento complessivo". La nuova versione dell’articolo 70, infatti, rischia di ledere rilevanti principi costituzionali, a cominciare da quelli protetti dagli articoli 9 e 21 della Costituzione.

Nel merito non posso che ribadire la necessità di un radicale mutamento delle legislazioni in materia di diritto d’autore, nel senso di favorire la condivisione delle conoscenze, tutelare ragionevolmente gli interessi degli autori e abolire monopoli come quello della SIAE".

E questa è la risposta del Quirinale:

"Gentile Onorevole,
rispondo, per incarico del Presidente della Repubblica, alla lettera in cui Ella ha espresso le proprie perplessità in merito alla legge 9 Gennaio 2008, non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale, recante disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori.
Al riguardo, mi preme sottolineare che il Capo dello Stato ha esercitato il potere di controllo della legittimità della legge a Lui sottoposta per la promulgazione, nell’ambito delle attribuzioni che la Costituzione gli assegna.
Da tale controllo – nell’effettuare il quale il Capo dello Stato ha tenuto presenti anche le osservazioni da Lei svolte – non sono emersi profili di costituzionalità che fossero di ostacolo alla promulgazione della legge, che è avvenuta il 9 gennaio scorso.
Ulteriori ed eventuali profili di legittimità non potrebbero essere sottoposti, eventualmente, al vaglio della Corte Costituzionale, ai sensi dell’articolo 134 della Costituzione.

Mi è gradita l’occasione per inviarLe cordiali saluti.
Salvatore Sechi
Consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali".

Fonti: Radicali.it, Punto Informatico.


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