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Published on maggio 28th, 2007 | by Administrator

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Brevi riflessioni sul “Big Brother Awards” 2007

grande fratelloIl 19 maggio a Firenze, in occasione del convegno e-privacy 2007, sono stati assegnati i “premi” per le varie categorie del “Big Brother Award Italia” 2007. Simili iniziative sono molto importanti anche perché contribuiscono a tenere vivo il dibattito sul diritto alla privacy.

Questi i premi:

– Premi “Lamento del Popolo” e “Peggiore azienda privata”: Telecom Italia.
I premi sono dovuti all’intensa attività di intercettazione operata dalla celebre azienda. Lascia perplessi il fatto che ottenere dati relativi alla propria linea telefonica sia non solo complicato ma anche costoso. Basti pensare alla burocrazia – e ai costi – necessari per riuscire ad avere le informazioni sul traffico in entrata verso la propria linea telefonica oppure per riuscire a conoscere le ultime 3 cifre dei numeri delle telefonate in uscita. Si parla tanto di autodeterminazione informativa e di controllo dei propri dati personali, ma poi la prassi dimostra come a tante belle parole non seguano i fatti.

– Premio “Peggiore ente pubblico”: Comune di Milano.
Il Comune di Milano e’ stato premiato per aver installato moltissime telecamere sul proprio territorio. Purtroppo si continua a instillare la falsa credenza che sorvegliando il territorio questo diventi più sicuro. Eppure le telecamere oggi sono “utili” per lo più per automatizzare l’attività sanzionatoria (in altri termini, per fare più multe possibili), dal momento che in molte città si sa bene dove stia il degrado anche senza telecamere, però non si interviene comunque!

– Premio “Tecnologia piu’ invasiva”: Google.
Ovviamente più Google aumenta il proprio “potere” e più fa paura.

– Premio “Bocca a stivale”: Paolo Gentiloni – Ministro delle Comunicazioni.
A quanto riporta il sito http://bba.winstonsmith.info, “Ministro delle comunicazioni e politico di primo piano, ritiene che le intercettazioni siano un problema solo se divengono pubbliche o se i giornalisti ne fanno usi “non graditi” , non se ne vengono fatte troppe od addirittura su tutti i cittadini italiani”.

– Premio “Minaccia da una vita”: Parlamento italiano
Il Parlamento italiano è intervenuto in materia di privacy ed intercettazioni solo quando queste hanno toccato i parlamentari.
Purtroppo, è ben noto che l’attività del Parlamento e del Governo italiano in materia di nuove tecnologie non brilli. Di norma essa è recettiva solo delle istanze di lobby e soggetti potenti (ma non del “buon cittadino” e del consumatore): basti pensare alla “Legge Urbani” oppure alla legge sul diritto d’autore! In esse, ad esempio, la proprietà intellettuale viene tutelata più della persona umana, come dimostrano le sanzioni penali a tutela della prima. Così, ai sensi dell’art. 582 cod. pen. (“Lesione personale”) “Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, e’ punito con la reclusione da tre mesi a tre anni”, mentre, ad es., ai sensi dell’art. 171-ter, comma 2, lett. a-bis, “È punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque: a-bis) in violazione dell’art. 16, per trarne profitto, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa”.

– Premio “Winston Smith – eroe della Privacy”: on Maurizio Turco.
A quanto riporta il sito http://bba.winstonsmith.info, “Deputato della Rosa nel Pugno in questa legislatura, ha presentato il DDL n.1728 contro la Data Retention “Norme in materia di raccolta, uso, conservazione e cancellazione di dati georeferenziati o cronoreferenziati, contenenti identificatori univoci di utente, effettuata mediante apparecchiature automatiche” proposto dal Progetto Winston Smith. Si tratta dell’unico atto legislativo compiuto nell’ultimo anno in favore della privacy dei cittadini italiani”. Bisogna solo sperare che l’attività dell’on. Turco (e aggiungo anche dell’on. Fiorello Cortiana) sia supportata dal Parlamento.

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