Crimini Informatici

Published on giugno 11th, 2021 | by dirittodellinformatica.it

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OnlyFans: dubbi e perplessità sulle condizioni contrattuali

OnlyFans non ha certo bisogno di presentazioni. La piattaforma, lanciata nel 2016, ha acquisito in pochissimo tempo una grande popolarità, raggiungendo in Italia il picco nel corso dei lockdown degli scorsi mesi. È una piattaforma sicuramente di successo, che ha saputo ritagliarsi una nicchia nel mercato delle subscription-based platform. Innegabilmente, tra i fattori che hanno maggiormente contribuito, c’è stato l’atteggiamento di favore rispetto alla produzione di contenuti per un pubblico adulto. Ma non è tutto qui. Per capire meglio com’è fatta la macchina che sta dietro a questo successo, quindi, abbiamo deciso di esaminare la documentazione contrattuale che creator e fan devono sottoscrivere per usare il Sito.

 

OnlyFans: come funziona

Innanziutto, ricordiamo che OnlyFans è un sito web che offre un servizio di intrattenimento tramite abbonamento. Chiunque crei dei contenuti destinati ad un pubblico online, dunque, può iscriversi e caricare i propri materiali. In questo modo, potrà farsi conoscere dall’altra tipologia di utenti: i fan, che pagano gli abbonamenti.

Il meccanismo di funzionamento, dunque, sembra semplice. Del resto, è molto simile a quello Patreon, altra subscription-based platform molto apprezzata da autori, creator e artisti online.  In realtà, però, sono molte le questioni sottese a questa tipologia di social.

 

Creator: compensi e trattenute

In primo luogo, ad esempio, bisogna considerare che quella del creator è a tutti gli effetti una professione (nonostante le resistenze del legislatore a riconoscerla). Accanto a creator in erba, dunque, si possono trovare talent con una carriera più o meno consolidata, che gestiscono la propria attività anche tramite manager ed agenzie. In astratto, dunque, potrebbe sorgere un conflitto tra la piattaforma ospitante e il manager, dal momento che, in un certo senso, entrambi svolgono la funzione di “intermediari” nelle attività del creator. E Onlyfans sembra esserne ben a conoscenza, tanto da prevedere nelle proprie condizioni generali che le agenzie non possono aprile profili Creator: Every Creator is the owner of their own account and must have access to their account at all times”. Ne consegue, dunque, che vi sarà sempre un rapporto diretto tra il creator e la piattaforma, anche per quanto riguarda eventuali profili di responsabilità.

Nella prassi, poi, è frequente che l’attività di intrattenimento online sia svolta mediante società: in questi casi, i profitti verrebbero percepiti in prima battuta dall’ente e non, invece, dalla persona fisica. OnlyFans, consapevole di questo fatto, consente ai creator di utilizzare le loro società per percepire i profitti. Bisognerà, però, fornire idonee garanzie, fra cui, ad esempio, dimostrare di avere un controllo di maggioranza sulla società.

Soddisfatte tali condizioni, OnlyFans verserà ai creator quanto spettante in base agli abbonamenti, trattenendo una somma parti al 20% su tutti i cosidetti “Fan Payments”.

 

La gestione del diritto d’autore

I creator intenzionati a sbarcare su OnlyFans – così come, del resto, su ogni altro social – faranno bene a interessarsi alla gestione della proprietà intellettuale sui loro contenuti. Quando ci si iscrive a delle piattaforme online, infatti, solitamente si sottoscrivono delle clausole che regolano il diritto d’autore e le facoltà di utilizzo da parte del provider e degli altri utenti, con tutto ciò che ne consegue.

Dal lato dei fan, si prevede che, con l’abbonamento, essi acquisiscano una licenza per accedere ai materiali e per farne una copia nei limiti in cui è necessario a riprodurli (es., caching). La licenza sarà non trasferibile, non sublicenziabile e non esclusiva e scadrà, fra gli altri motivi, al momento con il termine dell’abbondamento.

Bisogna fare un discorso completamente diverso, invece, per quanto riguarda la piattaforma. OnlyFans, infatti, dichiara di non acquisire la proprietà dei contenuti (art. 10.d delle Condizioni Generali “Whilst we do not own your Content..”). Tuttavia, il creator sarà tenuto a cedere con licenza perpetua, non esclusiva, valida in tutto il mondo e ritrasferibile le facoltà di utilizzazione economica degli stessi (art. 10, lett. b e c delle Condizioni generali). La previsione della perpetuità è particolarmente delicata e non potrà essere trascurata dai creator: infatti, comporta che i materiali potranno essere usati da OnlyFans anche dopo la chiusura dell’account. A ciò, peraltro, si aggiunge il fatto che le facoltà di utilizzo, come spesso accade quanto si ha a che fare con delle piattaforme social, sono molto ampie: fra queste, ad esempio, ci sono quelle di pubblicare, performare, distribuire, tradurre e creare traduzioni dei contenuti.

 

I contenuti espliciti

Un altro aspetto che non può essere trascurato, poi, attiene alla creazione e alla diffusione di contenuti per un pubblico adulto, che, indubbiamente, hanno contribuito in modo fondamentale ad alimentare la fama di OnlyFans. Se ne occupa la cosiddetta “Acceptable Use Policy”. Il regolamento si caratterizza per non porre un divieto sulla produzione e diffusione di materiale erotico e con immagini di nudo, ma per prevedere dei paletti rispetto a taluni comportamenti considerati illeciti e non conformi agli standard della comunità. Così, ad esempio, è vietato l’upload di contenuti raffiguranti stupri, mancanza di consenso, mutilazione genitale e revenge porn. In generale è vietato caricare contenuti sessuali non richiesti e sessualizzare, contro la propria volontà, altri soggetti, anche tramite il deepfake. Ancora, è vietato offrire servizi di escort e prostituzione.

Questa rassegna esemplificativa segna già una distanza molto ampia, ad esempio, con la policy sui contenuti deplorevoli di Facebook, che invece limita la “visualizzazione di immagini di nudo o atti sessuali perché alcune persone della nostra community sono particolarmente sensibili a questo tipo di contenuti” e, inoltre, rimuove “per impostazione predefinita immagini di carattere sessuale per impedire la condivisione di contenuti non consensuali o con minorenni”. Del resto, OnlyFans non è un social a vocazione “generalista” come Facebook, avendo puntato, invece, a ritagliarsi una nicchia. A riprova di ciò, per iscriversi bisogna essere maggiorenni.

 

I minorenni

La piattaforma, dunque, vieta l’accesso ai minorenni. Com’è noto, però, da tempo le community online   sono alle prese con la difficoltà di verificare l’effettiva età degli utenti. Nell’attesa di una soluzione all’annosa questione, uno dei punti critici della piattaforma – così come di tante altre – rimane dunque il rischio che vengano commessi abusi e atti illeciti di natura sessuale a danno di minori. E la giurisprudenza italiana, infatti, ha a che fare da anni con fenomeni criminosi di questo tipo legati all’uso delle tecnologie informatiche. Uno dei principi che regola la materia è quello secondo cui “risponde del delitto di pornografia minorile, punito dall’art. 600-ter, comma primo, n. 1, cod. pen. anche colui che, pur non realizzando materialmente la produzione di materiale   pedopornografico, abbia istigato o indotto il minore a farlo, facendo sorgere in questi il relativo proposito, prima assente, ovvero rafforzandone l’intenzione già esistente, ma non ancora consolidata” (ex multis Cass. pen. Sez. III Sent., 22/10/2020, n. 2252). A tal proposito, peraltro, i giudici hanno avuto modo di precisare che il fatto che le immagini pedopornografiche detenute siano selfie non faccia venir meno la rilevanza penale della condotta. Ancora, non assume valore esimente la circostanza che la vittima alla quale viene chiesta la realizzazione e l’invio di materiale pedopornografico potesse ritenersi “avvezza” alla divulgazione di proprie immagini erotiche (Cass. 31192/2020 e 2252/2020). Tutte circostanze che potrebbero ipoteticamente verificarsi nel caso di uso illegittimo e non consentito di OnlyFans. Peraltro, si sottolinea che un ulteriore fattore di incertezza è dato dalla natura ampia e varia dei contenuti erotici presenti su internet, (non sempre, ad esempio, si tratta di immagini di nudo e nemmeno pratiche sessuali) che potrebbe rendere evanescente il confine tra ipotesi fisiologiche e patologiche.

 

Conclusione

Per concludere, non possiamo che constate come anche OnlyFans sia interessata dalla difficoltà, comune pressoché ad ogni sito web, di appurare l’effettiva età dei propri utenti. È una questione sicuramente complessa, con molti risvolti di natura etica e sociale, che ci auguriamo possa essere risolta nel breve periodo.

Quanto ai Creator intenzionati ad aprire un proprio spazio su OnlyFans, invece, consigliamo, come sempre in situazioni di questo tipo, di mantenere un atteggiamento prudenziale e di prestare estrema attenzione alle condizioni generali di contratto, specie per quanto riguarda (ma non solo) la gestione del diritto d’autore, il rapporto con la piattaforma e il sistema di retribuzione.

Se doveste avere dubbi o voleste una consulenza al riguardo da professionisti del settore, vi consigliamo di contattare il nostro partner Studio Legale FClex.

Redazione di Diritto dell’Informatica

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