L’espressione informatica giuridica è stata coniata nel 1962 da Philippe Dreyfus come contrazione di information automatique juridique. L’utilizzo di tale espressione è stato tuttavia criticato da Vittorio Frosini, perché “essa designa un settore specifico (quello giuridico) della scienza e della tecnica dell’informazione, che comprende un campo di indagini e di manipolazioni ormai reso vastissimo dallo sviluppo dell’informatica, ma non designa un modello nuovo di procedimento operativo giuridico: quello che si è cercato di definire come “diritto artificiale”, e che consiste in un trattamento tecnicizzato, ossia oggettuale ed automatico, dei dati giuridici come metodologia logico-operativa. Secondariamente, e sia pure in subordine, l’espressione si presta malamente all’uso linguistico, non potendosi adoperare in forma aggettivale con la consueta flessibilità” (1).

Oggi l’informatica giuridica è considerata come “la disciplina che studia gli aspetti giuridici della rivoluzione tecnologica, economica e sociale prodotta dall’informatica, l’elaborazione autormatica delle informazioni. Tale rivoluzione, l’informatizzazione, ha un duplice impatto sul diritto: (1) determina nuovi rischi e nuove opportunità per l’economia, la politica, la vita individuale e sociale, rischi e opportunità che richiedono una risposta giuridica; (2) modifica il lavoro del giurista, che sempre più si avvale di strumenti informatici” (2).

L’informatica giuridica ha per oggetto l’applicazione della tecnologia dell’informazione al diritto: come ha affermato A.E. Perez-Luno, “è una disciplina bifronte nella quale si intrecciano una metodologia tecnologia con il suo oggetto giuridico, che a sua volta condiziona le stesse possibilità o modalità di applicazione” (3).

L’espressione informatica giuridica ha prevalso sulle altre perché nel suo ambito rientrano tutti gli aspetti (molteplici e distinti) del rapporto fra computer e diritto, secondo una terminologia diversa da quella utilizzata negli Stati Uniti, ove è per lo più indicata con l’espressione di “computer and law” (4).

Note
1) V. Frosini, La giuritecnica: problemi e proposte, in “Informatica e diritto”, 1975, 1, pp. 26-35.
2) G. Sartor, Corso d’Informatica Giuridica, Giappichelli, Torino, 2008, p. IX.
3) A.E. Perez-Luno, “Saggi di Informatica giuridica”, Giuffré, Milano, 1998, p. 39.
4) R. Borruso, Informatica giuridica (voce), in Enc. dir., Agg., I, Milano 1997, p. 640.

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