hot coffeeLa discussa modifica “Hot Coffee” a Grand Theft Auto: San Andreas ha portato a diverse cause giudiziarie. Vediamo l’esito di una di esse.

Alcune controversie sono state chiuse alcuni mesi fa, mentre un’altra serie di procedimenti si è conclusa positivamente per la Take-Two, casa produttrice del celebre videogioco (tra l’altro in procinto di lanciare il nuovo capitolo della serie, ossia GTA IV).

La controversia era sorta nel 2006, in virtù del fatto che le copie del gioco prodotte sino al 20 luglio 2005 contenevano un sottogioco consistente in una riproduzione di una scena a sfondo sessuale. Nella specie, il protagonista doveva intrattenere un rapporto con le ragazze raffigurate nel videogioco medesimo e l’utente poteva controllare il proprio alter ego digitale. Invero, per accedere a tali contenuti, era necessario modificare il codice del videogioco, visto che essi erano inaccessibili.

Numerose sono state le azioni giudiziarie intraprese contro la Take Two, comprese diverse class action.

Fra le motivazioni, la medesima azienda avrebbe mentito circa il rispetto delle linee guida dell’ESRB (Entertainment Software Rating Board) e su false dichiarazioni inerenti il conferimento delle stock option. L’ESRB è una organizzazione no-profit che si occupa, tra l’altro, del rating dei videogiochi e del rispetto delle linee guida in tema di pubblicità relative alle industrie operanti nel settore video ludico.

Nel caso di specie, il giudice Shirley Wohl Kram ha affermato che gli attori non hanno dimostrato la connessione tra lo scandalo Hot Coffee e il calo azionario dell’azienda. Gli attori non hanno fornito prove sufficienti a ritenere che il management dell’azienda fosse a conoscenza di informazioni riservate circa l’esistenza del minigioco tanto contestato e delle conseguenze potenzialmente negative per Take-Two.

Stavolta, quindi, la Take-Two è uscita vittoriosa dalla controversia. Ce ne saranno altre con l’uscita di GTA IV?

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