Nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, la Guardia di Finanza ha da poco pubblicato una versione aggiornata del “Manuale Operativo in materia di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali” (circolare n. 1/2018), che entrerà in vigore all’inizio del 2018 e che contiene le direttive operative per lo svolgimento delle verifiche, dei controlli e delle indagini di polizia.

Si tratta di un tema molto attuale e strettamente connesso con quello del sequestro di documenti informatici, oggetto di numerose pronunce, anche a Sezioni Unite, della Cassazione.

Il difficile equilibrio tra tutela dei diritti e nuove tecnologie nell’ambito delle indagini della Guardia di Finanza

Con una recente pronuncia, la sentenza n. 53810/17 del 29.11.2017, la Suprema Corte ha evidenziato, richiamando quanto stabilito a Sezioni Unite nel luglio scorso (sent. n. 40963/2017) sulla possibilità di sottoporre a sequestro anche i singoli dati informatici contenuti nei sistemi “contenitori”, che lo scopo principale dei numerosi interventi legislativi degli ultimi anni, sia nazionali sia europei, è quello di preservare i dati informatici acquisiti per impedirne la successiva manipolazione o eliminazione (salvaguardando così anche le attività di indagine svolte dalla Guardia di Finanza). La Cassazione, infatti, precisa che il sequestro  può essere efficace soltanto quando sia in grado di “assicurare che i dati, individuati all’esito della perquisizione del sistema informatico o telematico (o consegnati ai sensi del novellato art. 256 [secondo cui vanno consegnati “immediatamente all’autorità giudiziaria, che ne faccia richiesta, […] i dati, le informazioni e i programmi informatici, anche mediante copia di essi su adeguato supporto n.d.r.]), siano appresi mediante accorgimenti tecnici idonei ad assicurare la conservazione dei dati originali, e ad impedirne l’alterazione”.

La giurisprudenza si mostra, sì, consapevole della necessità di interpretare la disciplina normativa in modo innovativo e al passo con il progresso tecnologico, ma al tempo stesso, appare consapevole dei rischi che ne possono derivare per i diritti dei cittadini e si preoccupa, quindi, di verificare il rigoroso rispetto delle procedure da parte degli investigatori.

In questo rinnovato contesto, il Manuale operativo delle Fiamme Gialle nasce con lo scopo di delineare in maniera precisa e dettagliata tanto le attività che possono essere compiute legittimamente durante le indagini quanto i dati e i documenti che ne possono essere oggetto.

E, in quest’ottica, viene precisato che tra i dati informatici che possono essere oggetto di controllo (ed eventualmente di successivo sequestro) devono ritenersi ricompresi anche i dati eliminati da memorie interne, posta elettronica, chat, cronologie di ricerca e, in generale, operazioni effettuate su browser, tanto da pc, quanto da strumenti di cloud storage come Google Drive e Dropbox e da dischi esterni (ed anche in caso di sovrascrizioni). La presenza di dati e documenti cancellati e di interesse per l’accertamento del reato ipotizzato potrebbe, infatti, essere rilevata dalla Guardia di Finanza confrontando il back up effettuato dal contribuente prima dell’inizio delle indagini e quanto invece emerso dalle prime attività investigative svolte. In questi casi, la Finanza sarà legittimata ad effettuare ricerche più approfondite, eventualmente anche su ingenti quantità di dati (ad esempio, in caso di acquisizione di messaggi di posta elettronica) ed anche qualora i documenti informatici siano stati preventivamente eliminati da computer, smartphone o tablet.

I timori e le aspettative

La circolare della GdF adatta, quindi, le attività di indagine al progresso tecnologico, sostanzialmente chiarendo che devono essere esaminati tutti i dati informatici che siano recuperabili con l’utilizzo di appositi software.

Cambiano, quindi, le tecnologie a disposizione e i documenti oggetto di indagine, ma resta ferma la necessità di operare nell’ambito dei precisi limiti e diritti previsti dal Codice di procedura penale:  la Finanza non può, in altre parole, procedere al recupero e successivo sequestro della documentazione informatica in possesso degli indagati, perché tali operazioni dovranno sempre essere effettuate applicando il principio del necessario collegamento tra quanto appreso in sede di sequestro probatorio ed i reati ipotizzati. Inoltre, tutte le operazioni e i documenti esaminati potranno essere controllati dalla magistratura e dovranno, quindi, essere oggetto di precisa relazione da parte degli investigatori, a tutela dei diritti fondamenti dei soggetti coinvolti.

Peraltro, lo spirito con cui è stata predisposta la circolare della Guardia di Finanza è quello di migliorare non solo le procedure e le attività di controllo, ma anche la collaborazione con i contribuenti, i quali vengono incentivati non solo ad intervenire consapevolmente (e per garantire i loro diritti e la trasparenza delle procedure il Manuale è stato messo integralmente a disposizione online) nelle attività di indagine con memorie difensive, ma anche ad adempiere spontaneamente agli obblighi tributari attraverso apposite forme di ravvedimento.

Avv. Cristina Brilli

Ultimi aggiornamenti

spid cns azienda
La pandemia da Covid-19 è stata un fattore propulsivo di un processo che era già in progressivo e rapido avanzamento: l’avanzamento digitale dei servizi delle Pubbliche Amministrazioni è infatti un obiettivo a lungo perseguito dal legislatore, europeo ed italiano. L’auspicio è quello, fra tutti, di snellire […]
cookie policy generator iubenda privacy
Navigando in rete, è diventata sempre più alta la probabilità di imbattersi in siti web del tutto diversi fra loro – sia perché i gestori dei siti sono diversi, sia perché diversi sono i contenuti all’interno della pagina stessa – ma che hanno una Privacy & […]
e-commerce sanzioni direttiva omnibus
Il già ampio novero di strumenti legislativi previsti a tutela dei diritti dei consumatori (ed imposti agli eCommerce) è stato recentemente arricchito dall’entrata in vigore della Direttiva Omnibus (direttiva (UE) 2019/2161 che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio e le direttive 98/6/CE, 2005/29/CE e 2011/83/UE del […]

Iscriviti alla nostra newsletter

i nostri social

Guarda i nostri video e rimani aggiornato con notizie e guide

Lo sapevi che per continuare a fare Smart Working in azienda bisognerà adottare degli accorgimenti entro il 30 giugno?

Le modalità per fare marketing si sono evolute di pari passo alle norme in tema di privacy, questo porta ad un binomio complesso: lead generation e privacy. Come fare contatti rispettando però il GDPR?

Il marchio oggi non rappresenta meramente un simbolo identificativo, ma diviene uno degli elementi fondanti della brand identity di un’impresa. La registrazione è fondamentale per tutela e VALORE del tuo business.