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Published on giugno 18th, 2008 | by Administrator

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Telecamere nel condominio: il Garante privacy chiede regole chiare

videosorveglianza.jpgLe telecamere sono sempre più diffuse in ogni angolo delle nostre città e non risparmiano neanche i nostri condomini. Il Garante per la protezione dei
dati personali ha però segnalato al Parlamento e al Governo l’opportunità di
valutare l’adozione di una disciplina che regoli alcuni aspetti
relativi al trattamento dei dati personali determinati
dall’installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini,
materia oggi non disciplinata specificamente.

 

Recenti
quesiti e segnalazioni rivolti all’Autorità hanno infatti posto il caso
in cui non i singoli condomini, ma l’intero condominio intende
installare tali impianti in aree comuni
, quali portoni d’ingresso,
androni, cortili, scale, parcheggi, anche presso residence o
multiproprietà.

Dall’esame dei quesiti e delle segnalazioni emerge l’esistenza di due interessi
contrapposti
: da un lato l’esigenza di sicurezza delle persone e di
tutela di beni comuni; dall’altro, la preoccupazione dei singoli che
gli impianti di videosorveglianza possano incidere sulla libertà di
muoversi, senza essere controllati, nel proprio domicilio e all’interno
delle aree comuni.

La
questione sottoposta al Parlamento non trova (né avrebbe potuto trovare)
puntuale regolamentazione nel Codice civile del 1942 e, anche
rifacendosi ai principi generali, non appare chiaro se l’installazione
di sistemi di videosorveglianza possa essere effettuata in base alla
sola volontà dei proprietari o se si debba tener conto anche del
consenso di altri soggetti, in particolare dei conduttori; non risulta
chiaro, poi, con quale tipo di maggioranza possa essere approvata.

In
questa materia, peraltro, non  può essere sottovalutato il divieto
contenuto nell’art. 615-bis del codice penale che sanziona chiunque si
procura indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge
nel domicilio, nozione che secondo alcune decisioni giurisprudenziali
può giungere fino a ricomprendere le aree comuni; cosa che
comporterebbe la necessaria acquisizione del consenso di un numero
assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione.

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali.


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