iphone3gsSono sempre più elaborate le tecnologie per far interagire i segnali Gps dei nostri cellulari con i servizi di social networking. In principio era Foursquare, oggi tutti i più grandi social network, come Facebook, utilizzano la geolocalizzazione dei propri utenti per sfruttarne le potenzialità in business di larga scala. E la privacy?

Check-in

Il check-in per Foursquare rappresenta l’operazione con la quale un utente segnala ai suoi amici e contatti la sua presenza in un determinato posto. Non si tratta solo di una posizione generica, come quella di un indirizzo, ma anche quella di uno specifico ufficio, un locale, ecc. La società newyorkese, fondata da Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, è attiva dal 2009 con un preciso obiettivo, quello di realizzare un social network che funzioni con la posizione geografica dei propri utenti, che vi accedono da computer o da device mobili. In buona sostanza, ogni volta che si accede in un determinato posto (bar, ristorante, ecc.) si aggiorna la propria presenza con un “check-in”. E’ possibile chiosare queste informazioni basilari con altre aggiuntive. Per esempio, si possono commentare e dare consigli per ciascun luogo visitato, in modo tale da essere d’aiuto a tutti coloro che capiteranno in quel luogo e leggeranno i check-in altrui. Il sistema così sviluppato rappresenta una manna dal cielo per pubblicitari all’avanguardia, che coniugano le informazioni fornite da ignari utenti, con innovativi strumenti per fare pubblicità sempre più mirata. In alcuni locali statunitensi, per esempio, gli utenti di Foursquare hanno diritto a un trattamento singolare, con omaggi e sconti.

Social game

Una delle particolarità che ulteriormente contraddistinguono Foursquare è il lato ludico che consegue dalla partecipazione al social network. A una maggiore vivacità di accessi e recensioni, infatti, corrisponde un aumento del numero di “badge” che l’utente può collezionare. L’apice di questo gioco porta all’assiduo frequentatore di un posto a diventarne “Sindaco”, cioè l’utente che maggiormente conosce quel tal luogo da poterne parlare con dovizia di particolari più di altri.

Gli altri non stanno a guardare

E cosa fanno gli altri siti di social networking? Certamente non stanno a guardare. Si pensi a Facebook, che dall’alto dei suoi 500 milioni di utenti, ha presentato Places, la nuova funzione che consentirà a tutti i membri di segnalare la propria posizione geografica, associandola a un luogo, grazie all’uso dei posizionamenti dei Gps sempre più disseminati nei cellulari di nuova generazione. Google, poi, ha già annunciato l’introduzione del check-in nel suo Latitude, il servizio web mobile che permette di far conoscere ai propri amici più stretti la propria presenza in un luogo.

La privacy della geolocalizzazione

Quanto la tecnologia mette nelle mani dei navigatori e degli sviluppatori di innovativi servizi on line, però, non si coniuga sempre con la tutela adeguata della privacy degli utenti. Questi, infatti, non sono coinvolti pienamente nella comprensione di quanto le informazioni provenienti dai propri Gps possano minare la propria riservatezza. Va tenuto in seria considerazione quanto afferma Stefano Rodotà, il quale parla, con l’ausilio di una metafora, della importanza della sicurezza nella gestione della privacy degli utenti. L’ex Presidente del Garante della privacy, precisa «la privacy cammina ormai con due gambe: la riservatezza e il controllo. Alla prima si addice il silenzio, all’altra la trasparenza». Non vi deve essere privacy senza un adeguato strumento di sicurezza, di controllo, che possa garantirci di vivere serenamente la nostra passione per la tecnologia, senza dover rinunciare mai alla piena titolarità dei nostri dati personali.

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