t-mobilePer una volta, i tanto bistrattati clienti italiani delle compagnie di telefonia mobile possono "consolarsi" pensando a quanto accade all’estero: basti pensare al perchè della class action contro T-Mobile!

Prima di tutto, una piccola premessa: negli Stati Uniti i gestori di telefonia mobile fanno pagare non solo il costo delle chiamate effettuate, ma anche di quelle ricevute. Si pensi che spesso viene indicato, oltre al credito in dollari, soprattutto il numero di minuti di conversazione disponibili.

La class action di cui stiamo scrivendo è basata sulla considerazione di un profilo diverso, anche se quasi uguale nella sostanza. Generalmente, anche oltreoceano i costi del servizio sms sono solo a carico di chi invia i brevi messaggi di testo. In alcuni casi, però, la T-Mobile fa pagare anche per il loro ricevimento. La cosa più grave è che tale servizio non può essere disabilitato, per cui ogni sms ricevuto si tramuta in un costo per il titolare della scheda telefonica.

Una simile scelta non sembra però giustificabile: una telefonata in arrivo, infatti, può essere rifiutata, ma gli sms vengono accettati automaticamente e dunque si è costretti sempre a pagare! La cosa più assurda è che bisogna pagare quando si ricevono messaggi non desiderato (come nei casi di spamming telefonico).

In merito, la T-Mobile si è trincerata dietro un no-comment. Altre aziende statunitensi hanno invece dichiarato che offrono ai propri clienti la possibilità di disabilitare il servizio (Verizon Wireless e Sprint Nextel Corp.). Nonostante le tariffe italiane siano mediamente molto alte, quanto meno non bisogna pagare per ricevere gli sms. Speriamo che ai gestori di telefonia mobile operanti in Italia non venga in mente una simile idea…

Fonte: RCRWirelessNews.

Ultimi aggiornamenti

spid cns azienda
La pandemia da Covid-19 è stata un fattore propulsivo di un processo che era già in progressivo e rapido avanzamento: l’avanzamento digitale dei servizi delle Pubbliche Amministrazioni è infatti un obiettivo a lungo perseguito dal legislatore, europeo ed italiano. L’auspicio è quello, fra tutti, di snellire […]
cookie policy generator iubenda privacy
Navigando in rete, è diventata sempre più alta la probabilità di imbattersi in siti web del tutto diversi fra loro – sia perché i gestori dei siti sono diversi, sia perché diversi sono i contenuti all’interno della pagina stessa – ma che hanno una Privacy & […]
e-commerce sanzioni direttiva omnibus
Il già ampio novero di strumenti legislativi previsti a tutela dei diritti dei consumatori (ed imposti agli eCommerce) è stato recentemente arricchito dall’entrata in vigore della Direttiva Omnibus (direttiva (UE) 2019/2161 che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio e le direttive 98/6/CE, 2005/29/CE e 2011/83/UE del […]

Iscriviti alla nostra newsletter

i nostri social

Guarda i nostri video e rimani aggiornato con notizie e guide

Lo sapevi che per continuare a fare Smart Working in azienda bisognerà adottare degli accorgimenti entro il 30 giugno?

Le modalità per fare marketing si sono evolute di pari passo alle norme in tema di privacy, questo porta ad un binomio complesso: lead generation e privacy. Come fare contatti rispettando però il GDPR?

Il marchio oggi non rappresenta meramente un simbolo identificativo, ma diviene uno degli elementi fondanti della brand identity di un’impresa. La registrazione è fondamentale per tutela e VALORE del tuo business.