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Published on giugno 18th, 2021 | by dirittodellinformatica.it

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SugarDaddy.it : i terms and conditions

Le possibilità offerte dal sempre più avanzato mondo digitale sembrano davvero non avere confini: ormai, qualsiasi servizio o prodotto si possa immaginare è facilmente reperibile sul web. Sapevate che questo succede anche per particolari tipologie di esigenze, legate al mondo dei siti di incontri? Infatti, spopolano ormai sul web diverse piattaforme dedicate a chi è interessato a fare incontri, anche in caso di esigenze particolari. Una categoria di questi siti è quella pensata esclusivamente per gli incontri tra uomini adulti e facoltosi, chiamati in gergo “sugar daddy”, e ragazze molto giovani. Tra questi siti, uno di quelli più in voga in Italia è sicuramente sugardaddy.it, che vanta numerosissimi iscritti, con tanto di recensioni entusiaste sulla qualità del servizio e delle opportunità a cui il sito dà accesso.

 

Che cos’è SugarDaddy e come funziona? sugar daddy Italia

SugarDaddy utilizza una formula che ormai ha diversi “copioni” in giro per il web e che sposa l’obiettivo desumibile già dal nome stesso: offrire un “luogo” di incontri per due specifiche categorie di soggetti. Infatti, è la descrizione della piattaforma che delinea il campo dei soggetti interessati: ossia “incontri per giovani donne e uomini maturi”.

Ma come funziona in realtà SugarDaddy?

Come sovente accade ormai, le piattaforme che offrono servizi di questo genere si basano su una serie di pacchetti, che l’utente potrà scegliere in base alle proprie esigenze. Prima di arrivare alla scelta dell’offerta personalizzata, l’utente dovrà creare un suo account personale, tramite il quale poi selezionerà il pacchetto di servizi a lui più congeniale e indicherà il metodo di pagamento preferito.

Non tutti, però, possono iscriversi al sito e chi lo fa deve seguire le regole di comportamento stabilite dalla piattaforma.

Infatti, come è normale che sia, i soggetti minori non possono registrarsi ed è altrettanto vietato concedere l’utilizzo del proprio account ad un terzo soggetto non maggiorenne.

 

Le condizioni generali di utilizzo: a cosa fare attenzione?

Come molto spesso accade, poi, i servizi resi tramite web da soggetti in posizione di preminenza rispetto alla mole di utenti che potenzialmente potrebbe accedervi molto spesso prevedono alcune condizioni “svantaggiose” per l’utente stesso, perché servono a limitarne i diritti oppure ad allargare il campo delle esenzioni di responsabilità di chi fornisce il servizio. Le clausole del contratto online che prevedono, infatti, uno squilibrio forte tra le parti, c.d. vessatorie, dovrebbero rappresentare un campanello d’allarme per chi decidere di accettare il contratto telematico con le clausole previste per usufruire di un determinato servizio. Questo accade anche per SugarDaddy, di cui riportiamo due esempi:

  • Legge applicabile e foro competente : all’articolo 27 delle Condizioni Generali, si legge chiaramente che le disposizioni delle Condizioni citate sono regolate dalle leggi svizzere e francesi. Questo, escludendo la possibilità dell’utente, qualificabile come consumatore, di godere delle forme di tutela più stringenti a cui dovrebbe poter accedere, a causa della sua condizione di parte debole nel rapporto contrattuale con la piattaforma, creando quindi una situazione facilmente impugnabile;
  • Esclusione della responsabilità per la piattaforma: “L’iscritto è l’unico responsabile di eventuali pregiudizi causati dalla divulgazione di tali informazioni.”: con questo assunto generale la piattaforma si libera da possibili coinvolgimenti riguardo comportamenti illeciti perpetrati dagli utenti, compresa la divulgazione di materiale illecito e/o improprio o qualsiasi altra condotta che potrebbe integrare una fattispecie delittuosa.

Queste sono solo alcune delle numerose previsioni facilmente annullabili che pongono l’utente in una situazione di evidente sfavore rispetto alla piattaforma stessa, che rende un servizio, ma che al contempo non garantisce una tutela idonea per consentire all’utente di usufruirne in piena sicurezza in spregio della normativa imperativa del settore.

Gioco forza, realtà così complesse e ampie sono difficili da gestire, ma sicuramente l’utente deve stare sempre in guardia dalle conseguenze che anche un solo click può determinare per l’effettiva tutela giurisdizionale delle relative conseguenze.

 

Il limite sottile tra lecito e illecito: l’induzione alla prostituzione

Qual è il confine che determina un utilizzo lecito di una piattaforma di incontri da un uso improprio, e quindi illecito?

Sono diverse le perplessità sul potenziale effetto negativo che una piattaforma di questo tipo potrebbe avere su temi delicati quali l’induzione alla prostituzione.

Il reato in oggetto, regolato dalla legge n.75 del 1968 (c.d. Legge Merlin), è stato molte volte oggetto di pronunce giurisprudenziali ed è ormai assodato che “il legislatore è mosso dallo scopo evidente di evitare che il mercimonio del sesso (penalmente irrilevante, ma socialmente riprovevole) sia comunque incentivato o agevolato da interessi o da comportamenti di terzi”. È chiaro quindi che strumenti come piattaforme di incontri o simili potrebbero essere indebitamente utilizzate da alcuni soggetti quali veicoli di condotte anche penalmente rilevanti.

D’altra parte, il ruolo della piattaforma, in questi casi, è assai delicato, ma incontra sicuramente i normali limiti della gestione di un luogo astratto e molto spesso sfuggente dal controllo preventivo – anche potenziale – dei contenuti in esso trasmessi o pubblicati, oltre che delle condotte astrattamente integranti veri e propri reati. Si apre quindi un tema di possibile responsabilità e corresponsabilità della piattaforma verso i propri utenti che impone di comprendere meglio come siano state programmate le scelte algoritmiche e di buon costume per evitare abusi.

 

La tutela dei soggetti minori sulla piattaforma SugarDaddy.it

L’impostazione che caratterizza questo particolare sito di incontri potrebbe far sorgere dei dubbi sull’eventuale grado di tutela che la piattaforma offre per situazioni che potrebbero coinvolgere soggetti minori.

Come infatti accade sui più noti social network, anche – e forse ancor di più – in questo caso è determinante operare una distinzione tra chi può consapevolmente utilizzare tale servizio, o decidere di renderlo, e chi, invece, per legge non può e non deve essere indotto a farlo. Tali limiti si scontrano, però, con le difficoltà materiali di operare un controllo generale e preventivo sulla sussistenza o meno della condizione di maggiore età dell’iscritto, e tale circostanza rappresenta forse uno dei rischi più alti, oltre che pericoli, dell’utilizzo di piattaforme online che rendono tali servizi.

 

Quale il ruolo della piattaforma in possibili ipotesi di reato? La responsabilità del sito web

Sulla scia delle considerazioni in merito a possibili reati perpetrati su tali tipologie di piattaforme, viene spontaneo chiedersi quale responsabilità è possibile attribuire alla piattaforma stessa, che diventa il luogo dove tali comportamenti criminosi trovano spazio.

A rispondere a tale interrogativo viene in supporto la normativa che regola le attività dei c.d. Internet Service Provider. Secondo l’articolo 15 della Direttiva 2000/31/CE (c.d. “Direttiva sul commercio elettronico”) , infatti, per i provider non vi è un obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dagli utenti su una piattaforma. La situazione, però, cambia qualora sia possibile ravvisare un coinvolgimento nelle attività da parte di chi gestisce il sito. Infatti, qualora la piattaforma venga a conoscenza di un illecito perpetrato mediante i suoi canali e non si attiva prontamente per segnalarlo alle competenti autorità, oltre che per operare le opportune misure di contrasto interne, potrebbe anch’essa essere considerata responsabile per i contenuti illeciti eventualmente suo tramite veicolati.

 

Conclusioni

Ormai è chiaro, quindi, che godere delle immense opportunità dei servizi online è un bene quotidiano, ma appare altrettanto chiaro come alcuni servizi potrebbero esporre gli utenti a rischi che è bene cercare di prevedere.

La consapevolezza delle problematiche insite in siti quali SugarDaddy può sicuramente guidare l’utente in un utilizzo corretto e cosciente della piattaforma, pur continuando ad usufruire dei suoi servizi. È sempre meglio, però, farsi seguire da un professionista esperto del settore, che possa indicarti tutti i potenziali rischi, oltre che le soluzioni più adatte al tuo caso concreto, qualora ne avessi bisogno. Se questo è il tuo caso, contatto il nostro partner Studio FCLEX per richiedere una consulenza personalizzata.

Redazione Diritto dell’Informatica

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