p2p next logoL’Unione Europea ha finanziato con 15 milioni di euro un imponente progetto che dovrebbe tracciare la strada per un "nuovo" peer to peer. Come?

Il progetto finanziato è un "Integrated Project" (IP): con questa denominazione vengono indicati i progetti più importanti e costosi, che coinvolgono generalmente numerosi partner.

Il progetto in questione, in particolare, durerà quattro anni ed è finalizzato alla creazione di una piattaforma di P2P per la distribuzione di programmi televisivi e radiofonici, film, musica, suonerie, videogiochi e applicazioni di vario genere. Essa sarà sviluppata da un consorzio formato da partner sia commerciali che accademici; fra essi abbiamo la BBC, l’Università di Roma "Sapienza", la Pioneer e la STMicroelectronics.

Secondo i propositori del progetto, l’attuale infrastruttura di Internet non è adatta alla trasmissione simultanea di eventi in diretta verso milioni di utenti. Ciò è dovuto al fatto che un flusso dedicato di dati deve essere inviato ad ogni singola macchina; considerando che gli utenti potenziali potrebbero essere addirittura milioni, la Rete potrebbe essere congestionata.

Il multicasting è stato visto come una soluzione; in tal caso, il flusso di dati viene inviato a molti server locali che poi lo trasmettono ad altri utenti. Tuttavia, molti router IP utilizzati in Internet non lo supportano e sembra che i provider non abbiano incentivi nel supportarlo attivamente. Inoltre, l’approccio verso i contenuti è sempre meno "passivo" e sempre più "attivo"; il broadcasting televisivo appare sempr meno attuale e i nuovi media (non solo i personal computer, ma ad esempio anche i telefoni cellulari) stanno rosicchiando considerevoli quote di mercato.

Il progetto "P2P-Next", dunque, è basato sul concetto che mediante le tecnologie di peer to peer sia possibile risolvere tali problematiche, poiché esse potrebbero consentire un efficiente ed economico servizio di trasmissione dei contenuti, sia creati da professionisti che da normali utenti. Sarà, pertanto, sviluppata una piattaforma modulare di P2P per adattarsi alle diverse esigenze dei suoi utilizzatori e dei suoi fruitori: P2P-Next dovrebbe diventare un network che è, allo stesso tempo, on-demand, social e personalizzato.

Ciò dovrebbe, inoltre, consentire di "ripulire" la fama di tali tecnologie, che vengono spesso erroneamente ricollegate unicamente alla violazione delle norme sul diritto d’autore. In realtà, già i network attuali consentono a chiunque di poter usufruire di sistemi perfettamente legali, efficienti ed economici per distribuire propri contenuti: molti software, infatti, sono distribuiti anche mediante le reti BitTorrent ed eDonkey.

Chiaramente, se tale piattaforma dovesse avere successo, sarebbe un’ulteriore spinta per diversi provider a cessare la loro discutibile (e probabilmente illegittima) pratica del traffic shaping, ossia del controllo della tipologia del traffico dei propri utenti finalizzata alla riduzione "al volo" della banda loro "concessa".

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