prestiti on lineQuesta volta affrontiamo un argomento che non è direttamente “tecnologico”, ma utilizza direttamente la tecnologia per fare qualcosa che gli uomini industrializzati fanno da tempo: il prestito del denaro.

Si è da pochi giorni diffusa la notizia di un nuovo sistema di prestito, che utilizza i concetti-base della tecnologia peer-to-peer (più comunemente detta P2p), cioè “da-pari-a-pari”.
Si chiama Zopa ed è il sito web di una società finanziaria britannica (regolarmente iscritta al locale registro delle società finanziarie), che permette di registrarsi e fruire dei servizi di prestito di denaro, direttamente fra utenti.

Piazza virtuale, senza intermediari

In sostanza, si tratta di un luogo di incontro virtuale, in cui convergono, da un lato, quei (fortunati) utenti che vogliono investire una parte del proprio capitale e, dall’altro, tutti coloro che (purtroppo) hanno necessità finanziarie. Non vi sono intermediari in questo sistema. Si accede ai servizi finanziari, semplicemente registrandosi al sito. Di conseguenza, è possibile usufruire di tassi di interesse migliori rispetto alle medie di mercato, per entrambe le tipologie di soggetti coinvolti.
Zopa (acronimo di Zona di Possibile Accordo) permette di accedere a soluzioni di prestito personale, fino a un massimo di 25 mila sterline (circa 40 mila euro) in un massimo di 60 rate. Una volta registratisi e compilato il questionario con i propri dati anagrafici, fiscali, professionali, ecc., Zopa verifica la solvibilità e si impegna a rispondere in breve tempo sulla fattibilità dell’erogazione. Più si è solvibili, minore sarà il tasso e viceversa.
In Italia si sta cercando di seguire questo esempio. Maurizio Sella, dell’omonima banca biellese, si sta dedicando per l’ottenimento dell’autorizzazione della Banca d’Italia per svolgere questo stesso lavoro anche nel Belpaese.

Il prestito diventa sociale

Zopa dimostra ancora una volta la spiccata qualità della Rete a diventare centro privilegiato per l’incontro di domanda e offerta, in qualunque settore si sia interessati. In particolare, questo servizio finanziario fa discendere su un concetto “freddo” come quello del denaro un’aurea di umanità. Nasce, infatti, il concetto di prestito “sociale” (social lending), che può essere definito come quell’attività di finanziamento svolta da soggetti che hanno a cuore le difficili situazioni economiche in cui si possono trovare altri consociati. La filosofia della Rete sociale dei c.d. social networks si applica anche a questo settore, facendo evolvere la posizione di tanti utenti, che da semplici navigatori diventano in parte imprenditori. Insomma, una nuova forma di micro-credito, che sta spopolando in Rete e approdando di recente anche sulle sponde degli Usa.
Il profilo sociale è evidente nella fase di incontro fra richiedenti e prestatori. In una sezione del sito, denominata Listings, ciascun aspirante debitore si mette in “lista”, spiegando perché chiede quella determinata somma, in quante rate potrà pagare e a che tasso, oltre a precisare alcune caratteristiche finanziarie della sua vita (se ha onorato sempre tutti i debiti, se ha un lavoro ben retribuito, se ha un affitto da pagare, ecc.). Ogni finanziatore, passando in rassegna l’elenco di questi Listings, ha la possibilità (anzi Zopa li invita proprio a fare contattare il richiedente) di rivolgere alcune domande all’utente, chiedendogli alcune cose che magari questi non ha voluto dire o magari su cui non si è soffermato per distrazione. Uno scambio di domande e risposte, che viene pubblicato nella pagina dell’aspirante debitore e visibile a tutti. Dopo aver fatto le opportune domande, aver visto a quanto ammontano i guadagni mensili e le spese dell’utente in “vetrina”, i finanziatori inseriscono una cifra che corrisponde all’importo di denaro che vogliono prestare e specificano anche a che tasso.

E se uno scappa?

Zopa ha realizzato una adeguata struttura di recupero crediti, che interviene nel momento in cui taluno non rispetta i tempi di restituzione delle rate, rendendosi moroso. Ma anche nella peggiore delle ipotesi, dicono i manager della società, chi scappa non porta mai via tutta la somma a una sola persona. E’ proprio questa la grande novità del sistema di Zopa. La rete di peer-to-peer funziona proprio nella ripartizione dell’erogazione dei prestiti, frammentando la singola erogazione su un minimo di cinquanta debitori. In questo modo, nella più tetra delle ipotesi, l’ammanco non sarà solo di un creditore, ma di più di uno, comunque in forma ridottissima.

Diffidenza, ma non troppa

La novità del sistema finanziario di Zopa, se può sembrare l’ennesima bolla di Internet, è stata presa seriamente da oltre 110 mila iscritti. Anche se questo meccanismo non fa gola ad alcuno dei tanti risparmiatori tradizionali, vi sono molti utenti, che, presi dall’euforia del momento, si sono immersi in questa nuova forma di investimento, magari dirottando altri investimenti del proprio portafoglio finanziario già ben diversificato.

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