I giovani e la nuova imprenditorialità. Come trasformare idee originali in una vera e propria impresa? Le start up innovative. 

Grazie a una recente normativa, introdotta dal legislatore con L. n. 221/2012 (di conversione del D.L. 179/2012), negli ultimi tre anni in Italia sono nate circa 5000 nuove realtà imprenditoriali, tutte accomunate da alcuni semplici elementi che hanno consentito di trasformare i sogni di giovani talenti in vere e proprie imprese. Si tratta delle start up innovative che, grazie a un piccolo investimento iniziale e alle agevolazioni previste dalla citata normativa, hanno consentito ai giovani imprenditori di trasformare le loro idee in nuove opportunità di business.

Vediamo cos’è necessario per passare da una buona idea a una start-up, in Italia.

  1. Requisiti necessari.

Innanzitutto occorre precisare che per start up innovative si intendono le società di capitali non quotate, il cui oggetto sociale esclusivo o prevalente è lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

D.l. 179 del 2012, art. 25, comma 2

[…] «start-up innovativa», è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione […]

Queste società, per essere considerate a tutti gli effetti start-up innovative, devono possedere alcuni requisiti formali, ovvero:

D.l. 179 del 2012, art. 25, comma 2

[…] b) è costituita da non più di sessanta mesi;

c) è residente in Italia ai sensi dell’articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purchè abbia una sede produttiva o una filiale in Italia;

d) a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;

e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;

f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda […]

Inoltre, occorre che la start-up possegga almeno uno dei requisiti sostanziali fissati, ossia il rispetto di determinati criteri fissati dalla legge, in relazione:

D.l. 179 del 2012, art. 25, comma 2

 […] 1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. Ai fini di questo provvedimento, in aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa;

2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;

3) sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.  […]

  1. Le principali agevolazioni.

Per favorire la ripresa economica e lo sviluppo tecnologico, il legislatore ha previsto una serie di misure che aiutino i giovani imprenditori ad entrare sul mercato e finanziare le loro idee innovative. Tra i principali interventi da segnalare vi sono:

  • diversi incentivi e agevolazioni di tipo fiscale;
  • deroghe alla disciplina societaria;
  • facilitazioni per accedere al credito bancario;
  • snellimenti delle procedure burocratiche e ausili in materia di investimenti.

Numerosi, dunque, sono stati i vantaggi introdotti ma, trattandosi di una disciplina molto complessa e articolata, dovremo limitarci a farne solo alcuni brevi cenni.

Occorre segnalare che il regime di agevolazione è previsto per una durata massima di 5 anni dalla costituzione della società e che condizione fondamentale per poter beneficiare di tali agevolazioni è l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start-up innovative, per la quale è previsto, peraltro, l’esonero dal pagamento di diritti camerali e imposte di bollo.

Tra gli interventi più significativi ricordiamo:

  • l’accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo governativo che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari secondo criteri semplificati;
  • la facilitazione nel ripianamento di eventuali perdite;
  • la previsione di detrazioni e deduzioni d’imposta, al ricorrere di specifici requisiti, non solo per le start up innovative ma anche per le società di capitali che investono in queste ultime;
  • l’introduzione dell’equity crowfunding, ossia della possibilità per le start up innovative di raccogliere capitali di rischio mediante l’accesso a portali online autorizzati;
  • la previsione di una disciplina del lavoro tagliata su misura, che consente di assumere mediante il ricorso a contratti a tempo determinato, senza dover sottostare ai vincoli quantitativi previsti per le altre società;
  • la previsione di agevolazioni per l’assunzione di personale altamente qualificato e, in particolare, di un credito d’imposta, concesso in via prioritaria rispetto alle altre imprese, pari al 35% del costo aziendale totale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato;
  • la sottrazione delle start up, con alcune eccezioni, alle procedure concorsuali.

A tutto ciò si aggiunge un piano volto a sostenere e promuovere le start up in un’ottica di internazionalizzazione al fine di consentire l’incontro con potenziali investitori e rendere le imprese italiane sempre più competitive.

Perché tutto ciò sia possibile, tuttavia, è necessario che le imprese interessate mantengano i requisiti necessari; ciò in quanto le start-up innovative per le quali dovesse venire meno anche solo uno dei requisiti richiesti dalla citata normativa, saranno cancellate dall’apposita sezione del Registro delle Imprese e, di conseguenza, perderanno la possibilità di usufruire di tutte le agevolazioni di cui sopra, nonché degli ulteriori vantaggi previsti dalla normativa che non è stato possibile vagliare in questa sede.

Dott.ssa Ilaria Mercuri

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