cybersquattingLa World Intellectual Property Organization ha diffuso i risultati di un rapporto sulla registrazione di nomi a dominio: i casi di cybersquatting sono in preoccupante aumento. Vediamo tutti i dettagli.

Il nome a dominio (in inglese domain name) è sempre più importante per molte aziende e, nel nostro ordinamento, trova espressa tutela, fra l’altro, nel Codice della proprietà industriale.

Si moltiplicano, però, i casi di cybersquatting: con tale termine si indica il fenomeno di acquisizione della titolarità di nomi a dominio corrispondenti a nomi generici, marchi altrui o nomi di persona al fine di rivenderli o trarne comunque profitto.

Nel 2007, l’Arbitration and Mediation Center della World Intellectual Property Organization ha ricevuto 2.156 reclami relativi a casi di cybersquatting o domain grabbing: tale numero rappresenta un aumento del 18% rispetto al 2006 e del 48% rispetto al 2005. Ecco la tabella:

Anno Numero di casi
1999 1
2000 1857
2001 1557
2002 1207
2003 1100
2004 1176
2005 1456
2006 1824
2007 2156
 
Secondo Francis Gurry, WIPO Deputy Director General, gli aumenti di cui sopra confermano che il cybersquatting rimane una problematica seria per i titolari di copyright e diritti di proprietà industriale.

Dal lancio della procedura di risoluzione alternativa delle controversie (Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy (UDRP)) sono stati inoltrati 12.334 reclami, relativi a 22.301 nomi a dominio e provenienti da 96 nazioni diverse (72 nel 2000).

Numero di attori (su base geografica)

Nazione
Numero di casi
Percentuale
Stati Uniti
5741
44.97%
Francia
1308
10.25%
Regno Unito – EIRE
969
7.59%
Germania
718
5.62%
Svizzera
641
5.02%
Spagna
587
4.60%
Italia
399
3.13%
Canada
248
1.94%
Australia
224
1.75%
Paesi Bassi
216
1.69%
Svezia
174
1.36%
Giappone
153
1.20%
India
127
0.99%
Danimarca
104
0.81%
Brasile
102
0.80%

Numero di convenuti (su base geografica)

Country
Number of
Cases
Percentage
of Cases
Stati Uniti
5125
40.15%
Regno Unito – EIRE
1089
8.53%
Cina
640
5.01%
Canada
616
4.83%
Spagna
582
4.56%
Corea
553
4.33%
Francia
382
2.99%
Australia
300
2.35%
Italia
199
1.56%
Svizzera
179
1.40%
Russia
175
1.37%
Germania
171
1.34%
Paesi Bassi
160
1.25%
India
155
1.21%
Bahamas
147
1.15%

Nell’85% dei casi è stato ordinato il trasferimento del dominio in favore della parte attrice, mentre il 15% dei reclami ha avuto esito positivo per la parte convenuta.

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