facebook_logo.gifI social network, come Facebook e Myspace, stanno avendo un grande boom in Italia: ma ci sono anche problemi giuridici legati al rispetto della normativa sulla privacy, sia per tutelare gli utenti che i fornitori del servizio.

L’importanza di questi siti è notevole: ad esempio, secondo Alexa, Facebook è il quinto sito più visitato al mondo e Myspace il settimo.

Sulla tutela della privacy si sono – ovviamente – concentrati i Garanti per la protezione dei dati personali riuniti nel corso della 30ma Conferenza internazionale delle Autorità di protezione dei dati, che si è tenuta a Stasburgo dal 15 – 17 ottobre 2008. Il risultato dei loro sforzi è la "Risoluzione sulla tutela della privacy nei servizi di social network".

In particolare, i Garanti hanno osservato che "i servizi di social network offrono una gamma del tutto nuova di opportunità comunicative e di interazione in tempo reale attraverso ogni possibile tipologia di informazioni, ma l’utilizzo di questi servizi può comportare rischi per la privacy sia degli utenti sia di terzi. I dati personali divengono infatti disponibili pubblicamente e in modo globale, secondo schemi qualitativi e quantitativi che non hanno precedenti, anche attraverso enormi quantità di foto e video digitali".

Pertanto, "c’è il rischio il rischio di perdere il controllo dell’utilizzo dei propri dati una volta pubblicati in rete. Il fatto che si tratti di servizi operanti attraverso una "comunità" di utenti può far pensare che la situazione non sia molto diversa dal condividere informazioni con un gruppo di amici nel mondo reale; in realtà, le informazioni contenute nel proprio profilo possono raggiungere l’intera comunità degli abbonati al servizio – talora in numero di diversi milioni".

Quanto alla pubblicazione dei dati, ad esempio, le Authority sottolineano che "gli utenti di servizi di social network dovrebbero valutare con attenzione se e in quale misura pubblicare dati personali in un profilo creato su tali servizi. Occorre tenere presente che le informazioni o le immagini pubblicate potrebbero riemergere in tempi successivi – ad esempio, in occasione della presentazione di una domanda d’impiego. Soprattutto, i minori dovrebbero evitare di fornire l’indirizzo o il numero telefonico di casa. Sarebbe opportuno valutare se utilizzare nel profilo uno pseudonimo anziché il nome reale. Tuttavia, gli utenti devono ricordare che la tutela offerta dall’utilizzo di pseudonimi è piuttosto limitata, in quanto altri potrebbero individuare chi vi si cela dietro".

I Garanti hanno altresì ricordato alle aziende che forniscono il servizio di rispettare la normativa sulla privacy, eventualmente consultandosi con le Authority locali.

Il testo integrale della Risoluzione è disponibile in questo sito: ecco il collegamento.

 

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