privacy_law.jpgLe strutture sanitarie devono essere più attente alla privacy dei
pazienti. Nel corso del 2008 il Garante per la protezione dei dati
personali è intervenuto più volte per tutelare la riservatezza dei
pazienti richiamando gli organismi sanitari pubblici e privati al
rispetto di una serie di misure volte ad assicurare il massimo livello
di protezione dei diritti del malato, come prevede il Codice privacy.
Diverse soluzioni sono state adottate dalle strutture sanitarie a
seguito delle segnalazioni presentate dai cittadini al Garante.

 
Un’azienda sanitaria veneta ha ad esempio eliminato dai moduli utilizzati per fini amministrativi (ad es. per giustificare un’assenza dal lavoro) il riferimento al reparto che redige il certificato, evitando in questo modo che estranei possano desumere lo stato di salute del paziente attraverso l’indicazione esplicita del reparto presso cui si è recato.

Per quanto riguarda la distribuzione dei referti, un ospedale universitario emiliano ha poi previsto che la cartella ambulatoriale sia inserita in un apposito contenitore con finestrella trasparente in modo tale da rendere visibili all’esterno i dati indispensabili al ritiro del referto, escludendo così l’accesso non necessario ai dati sanitari del paziente da parte dell’operatore addetto alla distribuzione.

Una ditta che fornisce materiale per conto del servizio sanitario nazionale, invece, ha dal canto suo sostituito le etichette apposte all’esterno dei pacchi postali, assicurando di non indicare più informazioni circa il loro contenuto. Al fine di prevenire l’indebita conoscenza da parte di terzi di dati sensibili dei pazienti, un ospedale milanese ha invece effettuato corsi di formazione per il personale che raccoglie l’anamnesi; lo scopo è quello di garantire che le prestazioni sanitarie non avvengano in situazioni di promiscuità.

Ancora, un policlinico universitario siciliano ha modificato la collocazione delle stanze dedicate alle visite e ha introdotto un codice alfanumerico al posto della chiamata nominativa dei pazienti. Infine, un’azienda sanitaria pugliese ha corretto la causale degli assegni destinati ai ragazzi con problemi e disagi psicologici eliminando il riferimento alla malattia mentale da loro sofferta.
 
In più di un’ occasione, il Garante è intervenuto poi presso medici di base ricordando la necessità di adottare cautele durante i colloqui con i pazienti per evitare che informazioni sullo stato di salute possano essere conosciute da terzi presenti in sala d’attesa. L’Autorità ha anche ribadito che le prescrizioni mediche devono essere consegnate solo al paziente o ritirate anche da persone diverse sulla base di una delega scritta mediante la consegna in busta chiusa.

 

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali.

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