videosorveglianza.jpgLe telecamere sono sempre più diffuse in ogni angolo delle nostre città e non risparmiano neanche i nostri condomini. Il Garante per la protezione dei
dati personali ha però segnalato al Parlamento e al Governo l’opportunità di
valutare l’adozione di una disciplina che regoli alcuni aspetti
relativi al trattamento dei dati personali determinati
dall’installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini,
materia oggi non disciplinata specificamente.

 

Recenti
quesiti e segnalazioni rivolti all’Autorità hanno infatti posto il caso
in cui non i singoli condomini, ma l’intero condominio intende
installare tali impianti in aree comuni
, quali portoni d’ingresso,
androni, cortili, scale, parcheggi, anche presso residence o
multiproprietà.

Dall’esame dei quesiti e delle segnalazioni emerge l’esistenza di due interessi
contrapposti
: da un lato l’esigenza di sicurezza delle persone e di
tutela di beni comuni; dall’altro, la preoccupazione dei singoli che
gli impianti di videosorveglianza possano incidere sulla libertà di
muoversi, senza essere controllati, nel proprio domicilio e all’interno
delle aree comuni.

La
questione sottoposta al Parlamento non trova (né avrebbe potuto trovare)
puntuale regolamentazione nel Codice civile del 1942 e, anche
rifacendosi ai principi generali, non appare chiaro se l’installazione
di sistemi di videosorveglianza possa essere effettuata in base alla
sola volontà dei proprietari o se si debba tener conto anche del
consenso di altri soggetti, in particolare dei conduttori; non risulta
chiaro, poi, con quale tipo di maggioranza possa essere approvata.

In
questa materia, peraltro, non  può essere sottovalutato il divieto
contenuto nell’art. 615-bis del codice penale che sanziona chiunque si
procura indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge
nel domicilio, nozione che secondo alcune decisioni giurisprudenziali
può giungere fino a ricomprendere le aree comuni; cosa che
comporterebbe la necessaria acquisizione del consenso di un numero
assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione.

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali.

Ultimi aggiornamenti

ransomware data breach pa azienda cosa fare
Il recentissimo attacco subìto dal sito del Comune di Palermo, con notevole esfiltrazione di dati (poi pubblicati online), è solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga scia contro le infrastrutture informatiche, pubbliche o private, italiane. Non più tardi di due mesi fa, infatti, lo […]
L’incertezza degli ultimi anni ha incrementato significativamente la complessità dei rapporti tra aziende e fornitori, mettendo in luce l’importanza di tecniche di approvvigionamento efficienti ed efficaci. Nel gergo aziendalistico, il processo di reperimento dei beni e servizi necessari al funzionamento dell’impresa viene chiamato procurement. Si tratta […]
linee guida accessibilità app norma
L’accessibilità degli strumenti informatici è la capacità degli stessi di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di soggetti portatori di disabilità, eventualmente predisponendo le tecnologie o configurazioni particolari necessarie (c.d. tecnologie assistive). Si tratta, com’è ovvio, di un tema di particolare […]

Iscriviti alla nostra newsletter

i nostri social

Guarda i nostri video e rimani aggiornato con notizie e guide

Lo sapevi che per continuare a fare Smart Working in azienda bisognerà adottare degli accorgimenti entro il 30 giugno?

Le modalità per fare marketing si sono evolute di pari passo alle norme in tema di privacy, questo porta ad un binomio complesso: lead generation e privacy. Come fare contatti rispettando però il GDPR?

Il marchio oggi non rappresenta meramente un simbolo identificativo, ma diviene uno degli elementi fondanti della brand identity di un’impresa. La registrazione è fondamentale per tutela e VALORE del tuo business.